venerdì 28 luglio 2017

Porti: Cina pronta a investire nel Mediterraneo, frenata paesi Ue

Sebbene la Cina sia pronta a presentare nuovi investimenti nei porti del Mediterraneo, sempre più strategici per il mercato crocieristico in continua espansione, i paesi forti dell'Ue frenano temendo una possibile scalata del Dragone rosso nel business.

Secondo stime di Srm (centro studi che fa capo a Intesa Sanpaolo), si legge nell'articolo, la Bri "attiverà tra i 1.000 e i 1.400 miliardi di dollari d'investimenti infrastrutturali per realizzare e rafforzare opere marittime, stradali, aeroportuali e ferroviarie, con il coinvolgimento di un numero di Paesi compreso tra 60 e 100". Una cifra che "sorpassa di gran lunga altri storici interventi, quali ad esempio il piano Marshall" il cui valore "è stato pari a 100 miliardi (di dollari del 2016)".

La Cina ha investito negli ultimi due anni "in otto porti (Haifa, Ashdod, Ambarli, Pireo, Rotterdam, Vado Ligure, Bilbao e Valencia), oltre 3,1 miliardi di euro (3,7 miliardi di dollari).

E, per quanto riguarda l'Italia, a essere interessati al progetto sono soprattutto gli scali di Genova-Savona e Trieste".

Tuttavia, fa notare Paolo Signorini, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, l'Ue ha reagito con freddezza al progetto Bri lanciato dalla Cina e "non è un caso" che "il nostro presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, sia stato l'unico premier del G7 presente, lo scorso maggio, al Belt and road forum for international cooperation di Pechino".
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