mercoledì 20 maggio 2020

Traghetti: fatturato crolla oltre il 60%


ROMA - Grave riduzione del fatturato immediata e una riduzione dell'occupazione. L'indagine condotta ad aprile dall'Ecsa, l'associazione degli armatori europei sull'impatto economico della pandemia Covid-19 sul trasporto marittimo europeo, disegna un quadro pesante. Il settore più colpito con le limitazioni agli spostamenti è quello dei traghetti, con molte compagnie che hanno perso più del 60% del fatturato, seguito da crociere, vettori di auto nuove e navi di servizio dell'offshore. Ma l'impatto è stato pesante per tutti i settori, ad eccezione delle petroliere e delle navi cisterna che hanno invece registrato un aumento del fatturato.

E per contro dal rapporto emerge la mancanza di "misure nazionali, regionali o locali messe in atto per fronteggiare i problemi di liquidità" o misure non applicabili al settore marittimo. Le previsioni per il futuro dell'industria marittima europea dicono che non ci sarà un pieno ritorno ai livelli pre-crisi nel 2020 e la maggior parte degli operatori del trasporto passeggeri prevede nel 2020 un calo del fatturato di più del 40% rispetto al 2019.

"Il trasporto marittimo europeo sta affrontando un momento critico di fronte all'attuale pandemia di Covid-19 - spiega la nota dell'Ecsa sull'indagine -. Le compagnie di navigazione, i noleggiatori, gli operatori, gli armatori, gli equipaggi e il personale di terra stanno affrontando difficoltà crescenti nel proseguire le loro operazioni". E gli investimenti pianificati dovranno essere annullati o sospesi a partire da quelli per la riduzione delle emissioni in atmosfera: solo il 26% ritiene di poter procedere come previsto, il 30% in misura minore, mentre il 44% non è più in grado di effettuarli.
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