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martedì 4 febbraio 2025

Esercitazione Marina Militare-Assarmatori-Ignazio Messina & C.: ispezione a bordo della Jolly Verde nel Mediterraneo orientale

ROMA – Per i militari, eseguire un boarding su un mercantile cooperante con professionalità e rapidità, mantenendo sempre le condizioni di sicurezza. Per l’equipaggio della nave mercantile, verificare la capacità di rispondere in maniera collaborativa alla richiesta di ispezione da parte di una nave da guerra.

Sono stati questi gli obbiettivi dell’esercitazione che ha visto coinvolte nella giornata di ieri la fregata Alpino della Marina Militare, la portacontainer Jolly Verde, unità della compagnia Ignazio Messina & C., mentre era in navigazione nel Mediterraneo orientale, e l’associazione di categoria Assarmatori.

L’operazione, che rientra in un progetto di lungo periodo finalizzato all’addestramento del personale marittimo, è stata condotta sotto l’egida del Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV), e ha visto coinvolti lo staff imbarcato e gli assetti operanti nell’ambito dell’Operazione Mediterraneo Sicuro (OMS). In seguito all'acquisizione e condivisione di informazioni tra la Centrale Operativa della Marina Militare di Santa Rosa a Roma e lo staff in mare, la fregata Alpino è stata designata per la conduzione di un'ispezione sulla portacontainer.

In prima battuta è stato stabilito un contatto radio fra la fregata italiana e la nave mercantile, con il Comando dell’unità militare che, dopo aver dichiarato le proprie intenzioni, ha richiesto al Comandante di procedere all'abbordaggio delle squadre ispettive. I militari hanno quindi raggiunto la portacontainer per ispezionarla, verificando la regolarità dei documenti di nave e carico. Al termine dell’esercitazione, la Jolly Verde ha ripreso regolarmente la navigazione.

“Esercitazioni di questo genere si svolgono ormai con frequenza e la loro buona riuscita testimonia l’elevato grado di collaborazione raggiunto fra la Marina Militare, la nostra associazione e le compagnie di navigazione – commenta il Presidente di Assarmatori Stefano Messina – Un rapporto particolarmente prezioso ed ultimamente ancora più frequente e consolidato nell’ottica di garantire agli equipaggi alti standard di sicurezza e di proteggere carico e traffici anche su rotte potenzialmente a rischio, in un periodo storico difficile e altamente sfidante”.
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venerdì 3 novembre 2023

Assarmatori: 'Il bando per la digitalizzazione dei porti è una svolta per il sistema logistico'


ROMA - Assarmatori accoglie con soddisfazione il bando da 16 milioni di euro emanato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, destinato alle Autorità di Sistema Portuale per la digitalizzazione della catena logistica.

“Si tratta di una svolta che auspicavamo da tempo – commenta il Presidente dell’associazione armatoriale Stefano Messina – Nella stragrande maggioranza dei processi logistici, infatti, è ancora richiesta la documentazione cartacea, fatto che rallenta e ostacola il flusso delle merci. Grazie a queste risorse le AdSP italiane saranno in grado di far compiere un vero e proprio salto di qualità che consentirà l’ottimizzazione dei processi, con conseguente risparmio di tempo e risorse. L’obbiettivo di una smaterializzazione documentale completa è peraltro coerente con il Regolamento UE 1056 e fornisce agli operatori grandi opportunità a step progressivi sino a metà del 2026. Lo scambio di dati in tempo reale fra i centri logistici del nostro Paese è una condizione fondamentale per migliorare la catena distributiva, aumentare l’efficienza dell’intero sistema e quindi la competitività dell’Italia nello scacchiere internazionale. In tal senso, in particolare apprezziamo per il settore del trasporto marittimo un approccio non solo legato alla pura portualità, ma all’intera catena logistica multimodale che ruota intorno al porto”.

Secondo Messina, il bando è frutto “dell’ottimo lavoro portato avanti dall’intera struttura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Viceministro Edoardo Rixi al Direttore Generale Donato Liguori per arrivare a RAM. Un progetto complesso e articolato che ha portato a un risultato concreto e che gli operatori aspettavano per implementare i processi e rendere più snella la burocrazia che in troppi casi rappresenta il principale freno all’attività quotidiana delle imprese. Auspichiamo adesso che le risorse vengano messe a terra nei tempi previsti, possibilmente in una logica di sistema attuata a livello nazionale”.
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martedì 11 luglio 2023

Le associazioni degli Armatori ed Eni insieme per decarbonizzare il settore marittimo

ROMA – Eni, in collaborazione con Assarmatori e Confitarma, ha presentato oggi il documento “La rotta verso il net zero. Insieme per decarbonizzare il settore marittimo” a cui hanno contribuito tre delle più grandi aziende produttrici di motori navali (Wärtsilä, WinGD e MAN Energy Solutions), oltre a Unem, Federchimica/Assogasliquidi, Assocostieri e RINA, che ha supervisionato il lavoro di 40 esperti che dal marzo scorso hanno lavorato congiuntamente per arrivare a una strategia comune.

Il progetto ha definito un documento di orientamento strategico, a partire dall’analisi dell’evoluzione tecnologica dei motori e dalla disponibilità, anche in termini di infrastrutture, di vettori energetici a ridotta intensità carbonica.

Nel mondo, ogni giorno, più di 100.000 navi mercantili trasportano 12 miliardi di tonnellate di merce all’anno. Il settore marittimo è oggi la spina dorsale dell’economia globale: il 90% delle merci è trasportato via acqua e si stima che le emissioni ad effetto serra generate pesino per circa il 3% (sul totale mondiale delle emissioni climalteranti). A livello europeo il trasporto marittimo muove circa il 75% del commercio extra-europeo e il 36% dell’intra-EU. Il settore necessita di soluzioni di breve, medio e lungo termine, compatibili con le dinamiche economiche, per contenere fino ad azzerare le emissioni di CO2 e consentire agli armatori di rispondere adeguatamente ai target fissati dalla Commissione europea, nonché agli obblighi definiti a livello internazionale dall’IMO (International Marine Organization) e da altri ulteriori adempimenti.

I vettori energetici disponibili sono molteplici (HVO, FAME, GPL, GNL e le sue soluzioni bio e rinnovabili, metanolo, ammoniaca, carburanti sintetici e idrogeno) ma presentano applicazioni e prospettive diverse, condizionate dalla disponibilità di materie prime e dalle infrastrutture esistenti o in via di realizzazione. I biofuel rappresentano nel breve-medio termine una soluzione già disponibile: nell’incontro odierno è emersa la volontà di realizzare dei casi pilota, che consentirebbero di soddisfare i target europei e di garantire la competitività, tenuto conto di un naviglio mondiale con un’età media di poco sotto ai 22 anni che, a seconda della tipologia di attività, ha tempi di sostituzione molto diversi. I produttori di motori sono pronti per realizzare soluzioni ad hoc per le diverse tipologie di combustibile. Al momento gli armatori si stanno orientando per i nuovi ordini verso motori mono fuel (in via sperimentale anche con la cattura a bordo della CO2 per il GNL o con tecnologie che possano catturare il carbonio in forma solida) e dual fuel che utilizzano vettori liquidi o gassosi anche bio, metanolo e nel lungo termine ammoniaca e idrogeno.

“Aver lavorato insieme a questo progetto, congiuntamente a Eni e a diversi altri qualificati attori, è un’ulteriore prova del fatto che gli armatori sono in prima linea per la decarbonizzazione del trasporto marittimo, pronti a fare quanto in loro potere in quest’ottica.

Tuttavia è bene ribadire che quando si parla di combustibili alternativi è fondamentale il contributo dell’industria di terra per l’individuazione del fuel, per la sua produzione e infine per lo stoccaggio nei porti, la distribuzione e la messa a bordo della nave. Su questo ci aspettiamo molto anche per rispettare le stringenti normative nazionali, comunitarie e internazionali in materia di sostenibilità ambientale”, hanno dichiarato Mario Mattioli, Presidente di Confitarma, e Stefano Messina, Presidente di Assarmatori.

“Il settore marittimo è fondamentale per la competitività dell’Italia e anche per sperimentare la neutralità tecnologica attraverso l’adozione di numerose soluzioni per favorire una transizione equa, secondo le tre dimensioni: ambientale, economica e sociale. Come Eni crediamo molto in questo progetto, esempio inclusivo di collaborazione tra tutti gli attori del settore, che per noi rappresenta solo un primo passo sia per promuovere soluzioni già mature come i biofuels che sperimentare soluzioni più di lungo termine” ha dichiarato Giuseppe Ricci, Direttore Generale Energy Evolution di Eni.
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giovedì 23 marzo 2023

Assarmatori: “FuelEU maritime, recepite le istanze italiane. Assicurare ora produzione e disponibilità dei nuovi fuel”


ROMA - All’indomani della Mission a Bruxelles, Assarmatori conferma che sono state accolte le sue istanze principali nell’accordo di compromesso raggiunto nella notte sulla FuelEU Maritime, una delle proposte chiave del pacchetto Fit for 55 che ha l’obiettivo condivisibile di stimolare l’utilizzo di carburanti alternativi e a basso contenuto di carbonio nello shipping.

Nell’accordo vengono inserite misure specifiche volte a tutelare la continuità territoriale sancita dalla nostra Costituzione da inevitabili aumenti del costo del trasporto derivanti dalle nuove regole. In particolare, rispetto alla proposta iniziale della Commissione, vengono introdotte deroghe sino al 2030 sia per i collegamenti con le isole minori sia per le rotte con le isole maggiori soggette a obblighi o convenzioni di servizio pubblico. Viene quindi riconosciuta la richiesta portata avanti dall’Associazione di mitigare gli impatti delle nuove misure sui collegamenti per le isole.

“Si tratta di un riconoscimento fondamentale per l’Italia – commenta il Presidente di Assarmatori Stefano Messina - Paese caratterizzato da forte insularità e dalla flotta ro- ro/pax più grande al mondo. Ma anche di un importante successo diplomatico dell’Italia grazie al gioco di squadra tra Governo, Rappresentanza Permanente d’Italia presso la UE, Regioni Sardegna e Sicilia e tutti gli Europarlamentari italiani, a partire dal relatore ombra del provvedimento Marco Campomenosi”.

L’accordo di compromesso contiene altri elementi positivi: in primo luogo viene assicurata una maggiore coerenza tra gli obblighi previsti nella FuelEU Maritime e quelli dal Regolamento AFIR, circoscrivendo l’obbligo di utilizzo del cold ironing da parte delle navi portacontainer e passeggeri dal 2030 solo nei grandi porti della rete TEN-T UE e solo dal 2035 al resto dei porti europei nel caso in cui questi abbiano la rete per attingere energia da terra. Mantenuta inoltre l’esenzione dall’obbligo di utilizzo del cold ironing in caso di non disponibilità della rete elettrica, sosta in porto per meno di due ore, navi in rada (all’ancoraggio), o scalo in porto a causa di circostanze impreviste o emergenze, elementi che dovrebbero essere presi in considerazione anche nella revisione del CII. In secondo luogo, i proventi derivanti dalle sanzioni saranno destinati agli Stati Membri ma con obbligo di rendicontazione per assicurare che vengano destinati al settore del trasporto marittimo.

“Sebbene l’accordo di compromesso accolga alcune disposizioni relative ai fornitori di fuel - conclude Messina - bisogna fare di più ora per garantire l’effettiva disponibilità dei nuovi carburanti sul mercato e nei porti a prezzi contenuti, al fine di non penalizzare ingiustamente l’armatore. Il tema critico della responsabilizzazione di tutti gli attori chiave nella produzione e fornitura dei nuovi fuel deve essere quindi necessariamente rafforzato, attraverso l’introduzione nella proposta di revisione della direttiva RED di target di fornitura che rispecchino quelli di utilizzo imposti all’armatore con la FuelEU Maritime, e di requisiti robusti sul piano delle infrastrutture nella proposta di regolamento AFIR, entrambe in fase avanzata di negoziato”.

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martedì 21 marzo 2023

Assarmatori a Bruxelles: "Italia di nuovo protagonista in Europa, anche la Commissione apre ad una revisione delle norme Imo sulla decarbonizzazione"

BRUXELLES - “Gli armatori italiani sono in prima linea per fare la loro parte sui tanti dossier aperti a livello europeo e internazionale, a partire da quelli legati alla decarbonizzazione, e anche la nostra costante e qualificata presenza nei luoghi dove si prendono le decisioni a livello continentale lo evidenzia. Nell’ultimo anno, con l’apertura dell’ufficio a Bruxelles, abbiamo portato il nostro contributo di esperienza e conoscenza delle realtà in cui operiamo, promuovendo lo sviluppo dei traffici marittimi in Italia, Paese che anche grazie all’operato del Governo e dei nostri Europarlamentari è tornato protagonista in Europa. Fatto che ci è stato ribadito in questi giorni di incontri ai più alti livelli delle Istituzioni dell’Unione e ulteriore dimostrazione è che anche la Commissione è pronta a sostenere la nostra richiesta di rivedere la metrica del CII (Carbon Intensity Indicator) dell’IMO”. È il commento del Presidente di Assarmatori Stefano Messina al termine della ‘due giorni’ che ha portato i vertici dell’associazione armatoriale italiana a incontrare a Bruxelles autorevoli esponenti delle Istituzioni dell’Unione europea.

“Abbiamo rappresentato le specificità dell’Italia in questo comparto – ha aggiunto Messina – ricordando che gli armatori italiani sono leader a livello mondiale per la flotta ro-ro/pax, connettendo la più ampia comunità insulare d’Europa, e primi nel Mediterraneo nei servizi delle Autostrade del Mare. Anche per questo siamo preoccupati dal nuovo CII dell’IMO, del quale è urgente cambiare la metrica. Così come è pensato oggi porta a effetti opposti rispetto a quelli di salvaguardia ambientale, penalizzando proprio il naviglio italiano che ogni giorno toglie migliaia di camion dalla strada: in tal senso, come detto, sono arrivati segnali incoraggianti anche dalla Commissione. Per quanto riguarda il pacchetto Fit for 55, e in particolare l’ingresso dello shipping nel sistema ETS, abbiamo ottenuto importanti misure per salvaguardare principi garantiti dalla Costituzione come la continuità territoriale, tutelando i collegamenti con le Isole Minori, e altrettanto bisogna fare per Sardegna e Sicilia al fine di scongiurare un netto aumento dei costi del trasporto. Questo è importante anche in vista del negoziato finale di trilogo sulla proposta di regolamento FUEL EU Maritime che si terrà domani proprio qui a Bruxelles”.

“Occorre ora che i proventi del regime ETS che provengono dai servizi marittimi nei porti italiani siano assegnati al trasporto marittimo del Paese per finanziare interventi di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e al fine di assicurare la disponibilità sul mercato, a costi accessibili, dei nuovi fuels alternativi nei prossimi anni e relativi investimenti infrastrutturali. Ancora, abbiamo ribadito come tali carburanti siano purtroppo ad oggi lontani dall’essere una realtà percorribile, sia perché non ancora disponibili su larga scala sia per la mancanza di un’adeguata rete di distribuzione e stoccaggio nei porti. Gli armatori sono pronti ad utilizzarli, non appena effettive queste opzioni saranno effettive”, ha concluso Messina.

Ieri la prima giornata di lavoro si è sviluppata in una visita presso il Servizio Europeo per l’Azione Esterna (EEAS) con l’incontro con Giovanni Cremonini, Head of Maritime Security Sector, in un meeting con il World Shipping Council, Associazione internazionale dei liners, quindi in una riunione alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea con i diplomatici e i funzionari italiani che presidiano a Bruxelles tavoli e negoziati strategici per lo shipping. In serata è stata organizzata la cena “Assarmatori meets the EU” alla presenza di Deputati del Parlamento europeo, alti dirigenti di diverse Direzioni Generali della Commissione, esponenti di primo piano del cluster marittimo e portuale europeo come il Presidente di ESPO Zeno D’Agostino, vertici del sistema politico, istituzionale, militare, diplomatico e industriale italiano a Bruxelles. In tale occasione si sono tenuti discorsi introduttivi del Presidente di Assarmatori Stefano Messina, di Fotini Ioannidou, Deputy Director of Waterborne Transport and Head of the Maritime Safety Unit (Commissione Europea, DG MOVE), e dell’Ambasciatore Stefano Verrecchia, Rappresentante Permanente Aggiunto d’Italia presso l’Unione Europea.

Oggi, nel corso della seconda giornata, i componenti del Consiglio Direttivo hanno incontrato Walter Goetz, Capo di Gabinetto della Commissaria europea ai Trasporti Adina Vălean, e Roxana Lesovici, membro del Gabinetto con delega allo Shipping. A seguire, hanno potuto confrontarsi con diversi Deputati in un pranzo di lavoro all’interno del Parlamento europeo. Entrambe le circostanze sono state occasione preziosa per fare il punto sulle più attuali tematiche che coinvolgono da vicino il trasporto marittimo. A concludere il ciclo di riunioni, l’evento “Call for action to implement the EU Mission Restore Our Ocean and Waters: the role of the European shipping”, con Kestutis Sadauskas, Deputy Director General DG MARE, ed Elisabetta Balzi, Head of Unit, Healthy Ocean & Seas, DG R&I.
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venerdì 11 novembre 2022

Assarmatori: esercitazione antiterrorismo della Marina Militare sulla Jolly Palladio nello Stretto di Hormuz

ROMA - Esercitazione congiunta antiterrorismo fra la Marina Militare italiana e la Marina Mercantile nello Stretto di Hormuz. Protagonisti, il pattugliatore polivalente d’altura Thaon di Revel e la portacontainer ro-ro Jolly Palladio della Ignazio Messina & C., che hanno simulato martedì 1° novembre un allarme bomba sulla nave della compagnia genovese, in una delle aree più sensibili del traffico marittimo, nello stretto che connette il Golfo di Oman con il Golfo Persico.

Si è trattato di una vera e propria simulazione di un attacco terroristico all’unità della compagnia genovese, battente bandiera italiana, con le conseguenti reazioni della nave militare. Una volta ricevuto l’allarme lanciato dal mercantile circa la possibile presenza a bordo di un ordigno esplosivo, un team di militari specializzati è stato preparato e trasportato, tramite l’elicottero in dotazione a nave Thaon de Revel, sul ponte della Jolly Palladio dove ha messo in atto le procedure di ricerca dell’ordigno. Al termine dell’attività è stato dato il segnale di cessato allarme, che ha consentito alla portacontainer ro-ro di riprendere regolarmente la navigazione.

L’operazione si è svolta in collaborazione fra la Marina Militare, la compagnia Ignazio Messina & C. e Assarmatori.

“Come accade per le esercitazioni antipirateria, anche quelle antiterrorismo rivestono una fondamentale importanza nel quadro delle azioni coordinate di tutela degli equipaggi delle navi italiane e del carico sulle rotte a maggior rischio potenziale – sottolinea Assarmatori – e anche in questa occasione ha trovato conferma l’elevato livello di coordinamento ormai raggiunto”.
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mercoledì 19 ottobre 2022

Conferimento dei rifiuti delle navi nei porti, Confitarma e Assarmatori: assurdo far pagare agli armatori l’impasse attuativo della nuova normativa

ROMA - Maggiori costi e nuovi lacci burocratici. Li denunciano Confitarma e Assarmatori, relativamente alla situazione che si è venuta a creare nei porti italiani a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo 8 novembre 2021, n.197, relativo al recepimento della direttiva (UE) 2019/883, sugli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi.

Emblematico in tal senso è il caso delle navi di linea delle Autostrade del Mare per le quali la nuova normativa ha confermato l’impianto dell’esenzione preesistente, in base al quale le navi in possesso dei necessari requisiti verificati dall’Autorità marittima potevano conferire i rifiuti solo in un porto lungo la rotta.

L’unica vera novità – in aggiunta all’obbligo di stipula di un contratto di servizio con un impianto di raccolta situato in uno dei porti lungo la rotta della nave (condizione, talvolta, difficile da rispettare) – è rappresentata dal fatto che i requisiti devono ora essere verificati dall’Autorità di Sistema Portuale, che dovrebbe rilasciare apposito certificato di esenzione.

Condizionale d’obbligo, dal momento che le AdSP non rilasciano tali certificati. Di conseguenza molte navi, pur mantenendo i requisiti di legge, hanno di fatto perso lo status di esenzione con un conseguente immotivato aggravio di costi ed oneri amministrativi per il ritiro rifiuti, in precedenza non previsti.

Al contrario, per gli erogatori del servizio di raccolta e smaltimento, che nella maggioranza dei casi continuano ad operare in regime di monopolio sebbene la nuova norma non preveda più la presenza a prescindere di un unico operatore, si sta registrando un ingiustificato incremento degli introiti, senza che siano mutati né i piani di raccolta dei rifiuti né i relativi piani di investimento.

Altra grave anomalia applicativa si registra nell’interpretazione del concetto di esenzione. Il Decreto Legislativo 197/2021, recependo fedelmente la direttiva, ha finalmente chiarito che l’esenzione nei porti lungo la rotta della nave riguarda tutti e tre gli obblighi (notifica, conferimento, pagamento) e che le Autorità di Sistema Portuale devono definire specifici criteri per la determinazione delle tariffe da applicare nel solo porto dove effettivamente avviene il conferimento.

Purtroppo, invece, diverse Autorità di Sistema Portuale stanno prevedendo espressamente l’esenzione solo dagli obblighi di notifica e di conferimento ma non dal pagamento della tariffa, mortificando l’essenza e la portata della norma stessa.

Da anni si parla di semplificazione, trasparenza e sburocratizzazione del settore dello shipping ma un quadro del genere configura una situazione opposta. Le due associazioni armatoriali auspicano quindi che tali normative siano applicate nella loro interezza, senza ingiustificate ed errate interpretazioni di regole chiare e indiscutibili.
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lunedì 17 ottobre 2022

Fuel EU, mercoledì il voto in plenaria. Assarmatori: “confermare le esenzioni e il regime di responsabilità per cold ironing e fuel alternativi”


ROMA - Confermare il regime di esenzione per i collegamenti soggetti a obblighi di servizio pubblico e per quelli con le isole minori e rigettare quegli emendamenti che, al contrario, metterebbero a repentaglio, se accolti, un principio costituzionalmente garantito come quello della continuità territoriale.

È questa una delle richieste principali di Assarmatori, l’associazione aderente a Conftrasporto-Confcommercio, che riunisce numerose compagnie italiane di navigazione, fra cui quelle attive proprio in questi servizi, e alcuni tra i principali operatori mondiali in ogni settore del trasporto marittimo, al Parlamento UE, che mercoledì prossimo si riunirà in seduta plenaria a Strasburgo per votare la posizione negoziale sulla proposta Fuel EU Maritime, inserita all’interno del pacchetto Fit for 55. In tale occasione si deciderà sulla base di un accordo già raggiunto all’interno della Commissione Trasporti e Turismo che, pur non soddisfacendo interamente l’associazione, rappresenta un importante passo avanti per tutelare i collegamenti insulari, la mobilità locale e l’industria turistica a tutto questo strettamente legata.

“Oltre a prevedere tali importanti esenzioni, che ci auguriamo di rafforzare ed estendere a tutte le isole nel corso delle successive negoziazioni in vista dell’approvazione del testo finale del Regolamento, unitamente alla correzione di alcuni elementi critici che permangono – spiega il Presidente di Assarmatori Stefano Messina – l’intesa raggiunta in Commissione accoglie anche importanti elementi circa il profilo di responsabilità relativamente alle sanzioni previste dalla stessa proposta. Le compagnie di navigazione, infatti, non sarebbero chiamate a rispondere di violazioni se, opportunamente attrezzate per attingere energia da terra con il cold ironing, questo non fosse possibile per mancanza o malfunzionamento dell’infrastruttura. Analogamente, se non fossero disponibili i fuel alternativi, la responsabilità per il pagamento delle sanzioni ricadrebbe sul fornitore del carburante, con cui l’armatore ha stipulato un contratto, che risultasse inadempiente. Un ragionamento logico e di buon senso, che dovrà essere confermato dal Parlamento, rigettando inoltre quegli emendamenti che metterebbero a rischio la continuità territoriale”.

“Come detto, nonostante i passi avanti, permangono alcuni elementi critici – conclude Messina – che dovranno essere affrontati e risolti nei successivi passaggi negoziali, ma mercoledì si gioca già una partita importante e ci auguriamo che i parlamentari europei, a partire da quelli italiani, sappiano cogliere la portata di queste misure, confermando l’accordo raggiunto in Commissione. Un ringraziamento in tal senso deve essere rivolto ai deputati che hanno lavorato per tutelare questi servizi e la specificità del nostro Paese”.
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venerdì 30 settembre 2022

Shipping nell’ETS, Assarmatori: “Tutelare tutti i collegamenti insulari e le Autostrade del Mare”

ROMA - Estendere a tutti i collegamenti insulari e alle Autostrade del Mare l’esenzione dall’ETS, il sistema di scambio delle quote di emissione a livello comunitario previsto nel pacchetto Fit for 55, per difendere la continuità territoriale da un lato e uno strumento di vera sostenibilità ambientale dall’altro.

Lo hanno chiesto, rivolgendo in tal senso un appello anche al Governo che andrà a formarsi nelle prossime settimane, Matteo Catani, membro del Consiglio Direttivo di Assarmatori e Presidente della Commissione Cabotaggio e Autostrade del Mare, e Alberto Rossi, Segretario Generale dell’associazione, intervenendo nel corso della Naples Shipping Week.

Il Parlamento UE, infatti, ha chiesto l’esenzione dall’ETS per le tratte soggette a obblighi di servizio pubblico, mentre il Consiglio ha fatto altrettanto per i collegamenti con le isole minori. Ma secondo Assarmatori non basta. “Dobbiamo confermare questo assetto anche in vista della Direttiva finale – ha spiegato Matteo Catani – e far sì che anche tutti i collegamenti insulari e quelli delle Autostrade del Mare ottengano l’esenzione. Altrimenti ci troveremmo di fronte a una lesione del principio di proporzionalità dell’UE, visto che l’Italia sarebbe maggiormente penalizzata da queste misure rispetto ad altri Stati membri vista la sua dipendenza dal trasporto marittimo”.

Il nostro Paese, infatti, è leader nel Mediterraneo per quanto riguarda le Autostrade del Mare, con una quota di mercato del 37%. “Mettere a rischio questo sistema, che si è realizzato anche grazie a strumenti importanti come il Marebonus – ha aggiunto Alberto Rossi – significherebbe correre il rischio di uno switch modale inverso, cioè dal mare alla strada: altro che sostenibilità ambientale, aumenterebbero il traffico, l’incidentalità e l’inquinamento. Un altro obbiettivo deve essere quello di far sì che quanto incassato con l’ETS in Italia rimanga nel nostro Paese e sia allocato per finanziare investimenti a terra e a bordo e in ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di rendere le flotte sempre più compliant con la normativa”.

Un’altra proposta regolatoria che ‘incombe’ sul ruolo delle Autostrade del Mare è l’applicazione senza correttivi del CII (Carbon Intensity Indicator) dell’IMO: lo strumento prevede l’assegnazione alle navi di un rating da A ad E. Un recente studio del RINA per Assarmatori ha evidenziato come nel giro di tre anni, e quindi entro il 2025, la flotta traghetti italiana si troverebbe in scacco, con più del 73% delle navi non ottemperanti alla norma e quindi potenzialmente non più in grado di navigare. “Dobbiamo cambiarne la metrica – ha concluso Rossi - Il CII infatti prende in considerazione anche la percentuale di emissioni prodotte durante la sosta in porto, peggiorando di conseguenza drasticamente in modo ingiustificato il rapporto tra CO2 emessa e miglia percorse.

Occorre quindi un correttivo specifico, che permetterebbe di rendere il profilo di rating della flotta traghetti italiani più attinente al profilo di rating definito per la flotta mondiale”.
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mercoledì 21 settembre 2022

Fondi per il rinnovo flotte, Assarmatori: "un passo importante verso la transizione energetica"


ROMA - “Si tratta di una misura che l’armamento italiano attendeva da vent’anni e che potrà dare un nuovo e determinante impulso agli investimenti nella direzione di una vera e sostenibile politica di transizione energetica”.
È il commento del Presidente di Assarmatori Stefano Messina al Decreto Attuativo con cui il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha dettagliato le modalità per usufruire dei 500 milioni di euro stanziati nel Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la costruzione di nuove unità e il refitting di quelle già in esercizio nell’ottica della decarbonizzazione del trasporto marittimo.

“Conduciamo in porto un provvedimento complesso – prosegue Messina – grazie al lavoro svolto dal Ministro Enrico Giovannini e dalla Direzione Generale per il Trasporto Marittimo del MIMS, capaci di rendere questo strumento coerente con gli orientamenti della Commissione Europea in materia di aiuti di Stato. Sebbene le normative unionali siano molto sfidanti al punto che potrebbero limitare l’appetibilità della misura, ci impegniamo sin da oggi a lavorare con il massimo impegno per conseguire l’obiettivo del rinnovo delle flotte impegnate sui servizi regolari nel Paese e sfruttare quindi sino in fondo questa occasione per ora unica nel panorama europeo”.
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sabato 16 luglio 2022

Appello del cluster marittimo, portuale, ferroviario e logistico: "Draghi rimanga a P.Chigi"

ROMA - “L’Italia non può restare senza una guida autorevole e sicura in un momento storico come quello che stiamo vivendo. Per questo chiediamo al Presidente del Consiglio Mario Draghi di restare in carica e un atto di responsabilità da parte delle forze politiche presenti in Parlamento affinché, senza indugi e trattative, esprimano la loro fiducia all’Esecutivo permettendogli di continuare a lavorare sui tanti dossier aperti”. È l’appello congiunto lanciato da Conftrasporto, Confetra, Anasped, Angopi, Anna, Assarmatori, Assiterminal, Assocad, Assocostieri, Assoferr, Assologistica, Assotir, Associazione Nazionale Gestori rifiuti Manutenzioni Spurghi reti fognarie e idriche, CLIA, Fai, Fedepiloti, Federagenti, Federlogistica, Federtraslochi, Fedespedi, Fiap, Fise Uniport e Unitai, che prendono una netta posizione dopo gli sviluppi politici delle ultime ore.

“Le tensioni geopolitiche che non accennano a diminuire, le loro conseguenze dirompenti sull’economia internazionale e la necessità di procedere velocemente nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza impongono una necessaria continuità nell’azione di governo, che non può e non deve essere messa a repentaglio”, concludono le sigle associative, rappresentative del cluster marittimo, portuale, ferroviario e logistico italiano”.
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mercoledì 29 giugno 2022

Le norme IMO e Fit for 55 “silurano” i traghetti italiani

ROMA - Un vero e proprio tsunami di extra costi si sta per abbattere sulla flotta italiana di navi ro-ro e di traghetti a causa dell’applicazione delle nuove norme IMO sulle emissioni e della contemporanea imposizione del pacchetto Fit for 55. Due dati di sintesi: nel 2025 il 73% delle navi ro-ro e traghetti italiani risulteranno non ottemperanti alla norma e quindi potenzialmente non più in grado di navigare. L’impatto delle nuove disposizioni si tradurrà inoltre in extra costi per oltre 300 milioni di euro all’anno.

Ciò significa che alcune iniziative messe in campo per favorire la sostenibilità ambientale rischiano di mettere in crisi seriamente e per taluni aspetti in modo irreparabile il trasporto marittimo, con impatti in particolare sugli italiani che vivono sulle isole anche per quanto concerne l’approvvigionamento delle merci, la continuità territoriale garantita dalla Costituzione e l’industria turistica.

Lo dimostrano in modo inequivocabile due studi, uno realizzato da RINA per Assarmatori relativo all’applicazione alla flotta ro-ro pax italiana delle misure adottate dall’IMO volte al raggiungimento dei target di riduzione delle emissioni di CO2 per carico trasportato previste per il 2030, l’altro elaborato dalla struttura di Assarmatori con focus sull’impatto del pacchetto Fit for 55 sul trasporto marittimo, con particolare riguardo al traffico passeggeri e merci per le isole maggiori e minori e alle Autostrade del Mare. Entrambi gli studi sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza stampa.

Lo studio svolto da RINA per Assarmatori sulla flotta di navi ro-ro passeggeri italiane mostra come tale flotta si posizioni, considerando le sue prestazioni negli anni passati, rispetto ad una tra le misure adottate dall’IMO, la valutazione del “CARBON INDEX INDICATOR”, CII.

Tale misura prevede l’assegnazione alle navi di un rating da A a E, in cui la prima fascia, “rating A”, raggruppa le navi con le migliori prestazioni in termini di emissioni di anidride carbonica rispetto alle miglia percorse e l’ultima quelle con le prestazioni peggiori. L’analisi ha evidenziato come già a partire dal prossimo anno, all’entrata in vigore della normativa, più del 23% dei traghetti italiani risulta in ultima fascia e non ottemperare alla norma (rating E) e come un ulteriore 40% necessiterebbe di interventi radicali atti a migliorare l’efficienza energetica nel breve termine (rating D). Solo il 37% del naviglio sarebbe in grado di rispettare i requisiti senza l’adozione di ulteriori misure (rating A-B-C).

Il CII richiesto per mantenere la conformità avrà valori via via più stringenti nel corso dei prossimi anni e l’analisi sottolinea come, a parità di emissioni, cioè senza adottare alcuna misura di miglioramento rispetto alle condizioni degli anni passati, la situazione sarà sempre più impegnativa e critica nel breve volgere di pochi anni. Nel giro di tre anni, e quindi entro il 2025 (con tempistiche difficilmente compatibili con le dinamiche del settore), la flotta italiana si troverebbe in scacco, con più del 73% delle navi non ottemperanti alla norma e quindi potenzialmente non più in grado di navigare.

Lo studio condotto da Assarmatori circa l’applicazione del pacchetto Fit for 55 al settore del trasporto passeggeri e merci per le isole maggiori e le isole minori evidenzia come, anche in considerazione dei concomitanti effetti delle norme IMO già in itinere, si stia prospettando una situazione ingestibile per la flotta dei traghetti italiani, adibita ai collegamenti di lungo e corto raggio.

Dalle simulazioni eseguite si evince che la sola applicazione dell’ETS potrà impattare sulla nostra flotta di traghetti con un costo totale superiore ai 275 milioni di euro all’anno, di cui quasi 230 milioni per le navi RoRo-Pax impegnate sulle rotte a lungo raggio, tipicamente per la Sardegna e per le Autostrade del Mare. Il maggior costo che mediamente ogni singola unità di questo tipo dovrebbe sostenere è pari a quasi 3,5 milioni all’anno; per una unità in servizio sui collegamenti con le isole maggiori si potrà avere un costo aggiuntivo di 23 mila euro a tratta.

Se a questo si aggiungono gli effetti della Energy Taxation Directive l’impatto totale sulla flotta italiana sarebbe superiore ai 380 milioni di euro all’anno. Di questi, sarebbero quasi 300 i milioni relativi alle navi RoRo-Pax impegnate nei collegamenti con le isole maggiori ed oltre 40 i milioni per i collegamenti con le isole minori. Stiamo quindi parlando di circa 350 milioni di euro all’anno che andranno a gravare sui servizi di continuità territoriale. Poiché le accise colpiranno anche le unità inferiori alle 5.000 tonnellate, una nave impegnata nei collegamenti con le isole minori, che consumi tipicamente 3.000 tonnellate all’anno di gasolio, vedrebbe i suoi costi per l’energia crescere di circa 1,2 milioni di euro all’anno.

“Dati che solo eufemisticamente possono essere definiti preoccupanti - commenta Stefano Messina, Presidente di Assarmatori – e che purtroppo confermano quanto la nostra Associazione sta sostenendo da tempo: le misure volute dalla Commissione Europea per decarbonizzazione del trasporto marittimo, del tutto condivisibili in linea teorica, sono intempestive e rischiano di creare gravi danni non solo alla tenuta economica delle compagnie impegnate in questi servizi ma anche, a valle, su tutta la filiera: servizi merci, trasporto passeggeri, turismo insulare. Questi due studi testimoniano tutto ciò con numeri, dati e analisi incontrovertibili, che dovrebbero essere tenuti in debita considerazione a livello nazionale ed europeo prima di adottare norme che impattano così pesantemente sul settore, compiendo scelte ideologiche che, oltre a non garantire davvero la sostenibilità ambientale, andrebbero a minare anche quella economica e sociale”.
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mercoledì 16 marzo 2022

Traghetti: "50mila euro in più al giorno per fare un singolo viaggio in Sardegna"


ROMA - Su una rotta come Genova-Olbia-Genova, tratta per eccellenza del turismo vacanziero in Sardegna, un traghetto passeggeri oggi spende ogni giorno circa 50 mila euro in più per pagare il carburante (che rappresenta circa il 30% dei costi di esercizio di una nave) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ciò significa che per ogni viaggio andata e ritorno le compagnie di navigazione si trovano a sostenere extracosti giornalieri effettivi sensibilmente più elevati a parità di partenze e frequenze. E questo ragionamento vale per tutti i principali collegamenti per Sardegna e Sicilia, nonché per l’Elba e le isole minori. “Adeguare i noli e le tariffe, e quindi il costo dei biglietti, sarà – secondo Stefano Messina, Presidente di Assarmatori – una scelta obbligata per evitare la sospensione di quei servizi marittimi da e per le isole, che anche nei mesi più duri della pandemia hanno garantito comunque sia la continuità territoriale, sia il trasporto di passeggeri e merci, inclusi gli approvvigionamenti indispensabili specie per la Sardegna”.

L’allarme lanciato dal Presidente di Assarmatori si basa su dati concreti e incontestabili, aggravati e resi insostenibili dalla drammatica escalation del conflitto russo-ucraino e dalle conseguenze che sta innescando sul mercato energetico: il prezzo di un barile di petrolio Brent negli ultimi giorni è stabilmente sopra i 100 dollari e i prezzi dei combustibili per le navi hanno seguito questo trend con ancora maggiore volatilità. “Adeguare i noli e le tariffe rappresenta una scelta dolorosa ma necessaria che impatterà sull’intera filiera produttiva fino al consumatore finale. Ma le conseguenze di uno stop ai servizi sarebbero – ha affermato Messina – ben più drammatiche, come facilmente intuibile, in particolare per la popolazione insulare e per tutto l’indotto, anche turistico, per il quale questi collegamenti sono linfa vitale”.

“È il caso di ricordare – ha concluso il Presidente di Assarmatori – come le nostre imprese siano ancora in attesa dei ristori previsti da diversi provvedimenti legislativi per limitare le conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria, e adesso si trovino ad affrontare, da una posizione di ulteriore fragilità, le conseguenze di una nuova emergenza”.

Sul tema è intervenuto anche il Segretario Generale di Assarmatori, Alberto Rossi, che, in audizione presso la Commissione Ambiente della Camera, nell’ambito del processo di conversione in legge del DL Energia, ha affermato: “La continuità territoriale di passeggeri e merci è un diritto sancito dalla Costituzione che rischia di venire meno: per gli armatori l’utilizzo di combustibili fossili è ineludibile, ne siamo in qualche modo prigionieri, non avendo alternative concretamente percorribili. Il trasporto terrestre dal 2006 beneficia di un correttivo automatico delle tariffe in adeguamento all’andamento del costo del carburante, crediamo che una misura del genere sia necessaria anche per quello marittimo, specialmente per il naviglio impiegato nei collegamenti da e per le isole. Questo avrà un effetto inflattivo, non possiamo nasconderlo, ma non possiamo neanche pretendere che siano i fornitori del servizio a farsi carico di questi aumenti: non parliamo infatti di una differenza minima, ma di un sostanziale raddoppio dei costi legati al bunker”.
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giovedì 3 febbraio 2022

Assarmatori: "Intempestive le misure Ue per decarbonizzare lo shipping"


ROMA - Decarbonizzare il trasporto marittimo è un obbiettivo della gran parte degli armatori a livello mondiale, che da anni affrontano ingenti investimenti per rispettare le tappe di questo percorso fissate dall’IMO. Tuttavia alcune misure proposte della Commissione UE, e cioè il noto pacchetto “Fit for 55”, appaiono intempestive rispetto alle disponibilità su larga scala di combustibili atti a soddisfare la transizione energetica.

Tali regole imporrebbero un insostenibile incremento dei costi del trasporto che vanno valutati specialmente nel nostro paese che per la sua conformazione territoriale dipende dal mare.

Inoltre l’alterazione del level playing field rispetto alle norme dettate dall’IMO per il trasporto globale potrà portare la drastica riduzione della competitività dei porti nazionali con il concreto rischio di delocalizzazione dei traffici a beneficio dei porti del nord Africa. Lo ha detto Alberto Rossi Segretario Generale di Assarmatori (associazione aderente a Conftrasporto Confcommercio) durante un’audizione presso il Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio.

Rossi ha ricordato, infatti, che con il pacchetto “Fit for 55” l’Unione Europea intende ridurre del 55% entro il 2030 le emissioni di GHG e raggiungere la carbon neutrality nel 2050, obbiettivi per lo shipping sensibilmente più stringenti e più ravvicinati nel tempo rispetto a quelli, già sfidanti, delineati recentemente dall’IMO.

Il Segretario di Assarmatori ha sottolineato che le tecnologie attualmente disponibili e che, particolarmente in Italia, le attuali (e anche prospettiche nel medio termine) infrastrutture di produzione e stoccaggio non garantiscono le quantità necessarie di carburanti green entro le scadenze proposte dalla Commissione e del resto anche il ricambio delle flotte richiede tempi difficilmente compatibili con quelli ipotizzati.

“Sotto il profilo della tecnologia disponibile”, ha detto Rossi, “né l’idrogeno, né l’ammoniaca sono alternative immediatamente praticabili e soltanto il 12% delle navi in costruzione a livello mondiale prevede motorizzazioni con dual-fuel, con un secondo fuel che nella maggior parte dei casi è il GNL, carburante che ad oggi ed anche in prospettiva è disponibile immediatamente a garantire la transizione energetica.

“In conclusione l’affrettata adozione di misure sanzionatorie in assenza di alternative all’uso di carburanti fossili, come si vuol fare con l’estensione allo shipping del sistema ETS (Emission Trading System) o l’eliminazione dell’esenzione sulle accise, avrebbe solo l’effetto di incrementare il costo del trasporto a danno dell’utente finale, senza alcuna proporzionata contropartita per la collettività e per l’ambiente. Quella della transizione ecologica”, ha concluso il Segretario di Assarmatori, “è una grande sfida che richiede un serio approccio scientifico prima di adottare misure destinate a cambiare il paradigma del trasporto marittimo alterando, specialmente nel nostro Paese, l’equilibrio economico che garantisce il diritto alla circolazione delle persone oltre che l’esercizio delle attività sulle isole, in particolar modo il turismo”.
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mercoledì 10 novembre 2021

Messina (Assarmatori): "Il Fit for 55 della Ue rischia di affondare lo shipping e non salva l’ambiente"


ROMA - “La Ue sta sbagliando strada, le norme sullo shipping del Pacchetto Fit for 55, quelle per abbattere le emissioni delle navi, non aiuteranno l’ambiente e affosseranno l’economia”. Lo ha detto oggi il Presidente di Assarmatori Stefano Messina, nel suo intervento al Forum Internazionale di Conftrasporto, in corso a Roma.

Come è noto nel luglio scorso la Commissione ha presentato un insieme di misure per la riduzione delle emissioni, che anticipano diverse scadenze del percorso di transizione energetica che l’IMO, l’autorità delle Nazioni Unite che si occupa di trasporto marittimo, ha avviato da oltre dieci anni. Per spingere lo shipping verso l’uso di fuel green la Commissione UE propone di disincentivare l’uso di carburanti fossili attraverso misure fiscali, come l’estensione al trasporto marittimo del sistema europeo di scambio delle emissioni (EU Emission Trading System – EU-ETS) e l’introduzione, a partire dal 2023, di una tassa da applicare a tutti i carburanti venduti nell’area economica europea, con l’opzione, per gli Stati Membri, di estenderla anche ai viaggi internazionali.

“Lo shipping internazionale che attualmente scala i porti europei cercherà di eludere le nuove imposizioni evitando di toccare i porti europei e scalando invece gli hub già esistenti ai confini dell’EU o di quelli – numerosi - in corso di realizzazione, ad esempio in Nord Africa sulla sponda sud del Mediterraneo. E l’aspetto più grave”, ha aggiunto Messina, “è che questa impostazione autolesionistica non servirà nemmeno a ridurre le emissioni, non perché manchi la volontà degli armatori, che anzi è forte, ma perché mancano le tecnologie, i fuel alternativi e le reti di distribuzione degli stessi. E mancheranno ancora per molto, mentre sono a disposizione carburanti di transizione, come il GNL, che nel pacchetto Fit for 55 non viene considerato green e sarà quindi tassato, ma che consente già di ridurre drasticamente le emissioni nocive e di iniziare il percorso verso la decarbonizzazione del trasporto marittimo con riduzioni dell’ordine anche del 20% delle emissioni di CO2”.

“Alla politica”, ha concluso Messina, “diamo, quindi, un messaggio chiaro: prima di sposare iniziative di Stati Membri che, oggettivamente, non subiscono le stesse conseguenze delle iniziative che coinvolgono lo shipping, l’Italia dovrebbe soppesare attentamente le ricadute economiche, industriali e sociali di quelle scelte. In ballo c’è il futuro dell’economia del Paese e del lavoro”.
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martedì 2 novembre 2021

Messina all’Italian Cruise Day 2021: "Le bandiere UE possono far volare l’occupazione marittima"

SAVONA - Il contributo della crocieristica all’occupazione è già importante, ma potrà ulteriormente crescere “se sapremo cogliere al meglio le opportunità che derivano dall’allargamento alle navi battenti bandiera UE dei benefici a favore dell’occupazione marittima”. Secondo le stime di Clia, visti gli order books è verosimile attendersi un significativo incremento di addetti sulle navi europee nel periodo 2022/2028. 

“A questo punto”, aggiunge Messina, “è facile prevedere che l’estensione dell’aiuto dello Stato in favore della gente di mare ai marittimi italiani addetti ai servizi accessori imbarcati sulle navi da crociera registrate nei Paesi della UE avrà un significativo impatto sul numero degli occupati. Anche perché la qualità del lavoro italiano nel settore dell’hospitality e dell’intrattenimento è unanimemente considerata altissima e molte aree del Paese, dove c’è stato un significativo investimento nelle scuole di formazione, sono ora in grado di fornire il personale con le necessarie qualifiche. E sono le stesse che soffrono di una grave sotto occupazione. Ecco l’occasione, non sprechiamola”. 

Dall’industria crocieristica viene un contributo fondamentale anche nel campo della sostenibilità. “Dal trattamento delle acque, alla gestione dei rifiuti, alle azioni sociali contro lo spreco alimentare, le crociere rappresentano un modello straordinario di sostenibilità spesso poco conosciuto”, ha proseguito Messina, auspicando maggiori investimenti statali in ricerca e innovazione, “specialmente sui carburanti alternativi, per accelerare i processi che rendano effettive le soluzioni tecnologiche che si stanno affacciando sulla scena, ma che richiedono ancora molto sviluppo prima che siano realmente disponibili su scala industriale. Le compagnie vorrebbero investire e, come hanno già dimostrato in passato, sono pronte a farlo, ma oggi non trovano sul mercato risposte adeguate”.
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venerdì 29 ottobre 2021

Messina all’Italian Cruise Day 2021: "Le bandiere UE possono far volare l’occupazione marittima"


SAVONA - Dall’industria crocieristica europea può venire una grande spinta all’occupazione marittima. È questo il senso dell’intervento del Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, durante la tavola rotonda sulla sostenibilità della crocieristica, che si è tenuta questo pomeriggio a Savona, durante l’Italian Cruise Day.

Il contributo della crocieristica all’occupazione è già importante, ma potrà ulteriormente crescere “se sapremo cogliere al meglio le opportunità che derivano dall’allargamento alle navi battenti bandiera UE dei benefici a favore dell’occupazione marittima”. Secondo le stime di Clia, visti gli order books è verosimile attendersi un significativo incremento di addetti sulle navi europee nel periodo 2022/2028. “A questo punto”, aggiunge Messina, “è facile prevedere che l’estensione dell’aiuto dello Stato in favore della gente di mare ai marittimi italiani addetti ai servizi accessori imbarcati sulle navi da crociera registrate nei Paesi della UE avrà un significativo impatto sul numero degli occupati. Anche perché la qualità del lavoro italiano nel settore dell’hospitality e dell’intrattenimento è unanimemente considerata altissima e molte aree del Paese, dove c’è stato un significativo investimento nelle scuole di formazione, sono ora in grado di fornire il personale con le necessarie qualifiche. E sono le stesse che soffrono di una grave sotto occupazione. Ecco l’occasione, non sprechiamola”.

Dall’industria crocieristica viene un contributo fondamentale anche nel campo della sostenibilità. “Dal trattamento delle acque, alla gestione dei rifiuti, alle azioni sociali contro lo spreco alimentare, le crociere rappresentano un modello straordinario di sostenibilità spesso poco conosciuto”, ha proseguito Messina, auspicando maggiori investimenti statali in ricerca e innovazione, “specialmente sui carburanti alternativi, per accelerare i processi che rendano effettive le soluzioni tecnologiche che si stanno affacciando sulla scena, ma che richiedono ancora molto sviluppo prima che siano realmente disponibili su scala industriale. Le compagnie vorrebbero investire e, come hanno già dimostrato in passato, sono pronte a farlo, ma oggi non trovano sul mercato risposte adeguate”.
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venerdì 8 ottobre 2021

Messina (Assarmatori): "Il rilancio della flotta mercantile italiana passa anche attraverso procedure più semplici ed efficienti"


GENOVA - “Una flotta mercantile italiana esiste ancora ed è pure molto competitiva, soprattutto nel settore traghetti Ro-Ro e Ro-Ro Pax, dove l’Italia è leader nell’Unione Europea per tonnellaggio e merce movimentata”. Lo ha affermato oggi Stefano Messina, Presidente di Assarmatori, intervenendo alla Genoa Shipping week.

Le misure fiscali e contributive introdotte con il Registro Internazionale nel 1998 - ha ricordato Messina - hanno raddoppiato la flotta mercantile di bandiera italiana, che dai poco più di 8 milioni di tonnellate di stazza lorda di allora, ancora oggi, nonostante un periodo di decrescita, si mantiene superiore ai 15 milioni di tonnellate.

“Ora, però - ha aggiunto Messina - tutto il sistema si trova davanti a un bivio e, a seconda della strada che imboccherà, ci potrà essere un nuovo rilancio. L’Italia (come auspicato anche da Assarmatori) si sta avviando a modificare l’ordinamento del Registro Internazionale secondo l’impostazione indicata dall’UE, ossia allargando i benefici per l’occupazione marittima previsti dalla legge 30/98 anche alle navi che battono bandiera di un Paese europeo o dello Spazio Economico Europeo. Il problema è che dalle procedure di arruolamento dei lavoratori ai collaudi e le ispezioni ai sistemi di comunicazione, dall’arruolamento dei medici di bordo alle procedure d’ispezione dei carichi al rilascio e il rinnovo dei certificati di sicurezza, non c’è quasi norma o procedura italiana che non sia più farraginosa e costosa di quelle imposte dalla media degli altri paesi europei”.

“A questo punto - ha concluso Messina - senza una seria opera di semplificazione e de-sburocratizzazione, il rischio di una migrazione verso registri più efficienti e meno costosi è assolutamente reale soprattutto per il naviglio impegnato nei traffici internazionali”.
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venerdì 30 luglio 2021

Messina (Assarmatori): per le crociere a Venezia é il momento di decisioni e di tempi coerenti

ROMA - “Qualcosa si sta muovendo e spero vivamente che alcune delle incongruenze del decreto sulle crociere a Venezia possano essere presto risolte”. Stefano Messina, Presidente di Assarmatori, nota con soddisfazione che diversi emendamenti presentati da numerosi esponenti di vari partiti “hanno accolto i segnali di disagio lanciati dalla comunità marittima e portuale”.

“È vero che della questione delle crociere a Venezia si discute da anni, ma la gestazione del provvedimento è stata troppo rapida e non ha tenuto conto delle complessità della situazione, finendo per non dare soluzioni contestuali, come chiedevano le compagnie che da anni auspicavano una soluzione diversa dalla Giudecca”.

“Ora, però”, ha proseguito Messina, “si cominciano a individuare i correttivi ed è per questo che credo vadano fissati alcuni punti fermi. In primo luogo, va definita una data certa per la ripresa delle crociere a Venezia, che consenta i primi accosti a Marghera già nella primavera del 2022. In caso contrario si metterebbe a rischio l’intera stagione, con quel che comporterebbe per l’economia della città e per il mercato turistico nazionale”.

“Vanno poi adeguati i sostegni al reddito dei lavoratori, alle compagnie e agli operatori terminalistici. C’è un vasto segmento dell’economia veneziana, con ricadute anche nazionali, sul quale il decreto ha un forte impatto, solo parzialmente compensato dalle misure attuali. Inoltre le procedure per i lavori devono essere semplificate al massimo per rispettare i tempi strettissimi necessari alla loro realizzazione. Sembra quindi un controsenso prevedere l’applicazione della VIA, la Valutazione d’Impatto Ambientale, anche per semplici interventi di manutenzione su canali già normalmente in uso”.

“Infine, è bene che la valutazione sulla possibilità di riutilizzare il canale Vittorio Emanuele II per il transito di navi di piccola stazza sia effettuata su basi tecnico nautiche, tenendo fuori qualsiasi posizione pregiudiziale e ideologica”.

“Quello di Venezia”, ha concluso Messina, “è un Hub portuale fondamentale e le decisioni che si prendono su di esso hanno un impatto anche sull’intero sistema portuale dell’Adriatico. Questo equilibrio va salvaguardato insieme alla funzione stessa di Venezia come Home Port”.
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venerdì 16 luglio 2021

Assarmatori: benvenuto all’Ammiraglio Carlone

ROMA - “Un uomo di mare e un grande professionista, al culmine di una carriera piena di successi. L’Ammiraglio Nicola Carlone è l’uomo giusto al posto giusto”. Questo il saluto del Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, al nuovo Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.

“Carlone”, ha ricordato Messina, “subentra a un altro grande professionista come l’Ammiraglio Giovanni Pettorino, che fortunatamente per il cluster marittimo si è solo spostato dal Tirreno all’Adriatico, trasferendosi da Roma ad Ancona come Commissario dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico. Ad entrambi auguro di cuore buon vento per le loro nuove rotte”.
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