sabato 28 gennaio 2017

Mari, nasce consorzio europeo per studio e protezione

Al via il primo consorzio europeo, con otto Paesi coinvolti, per proteggere e studiare una delle principali risorse del pianeta: il mare. E' l'obiettivo del Consiglio di Ricerca Europeo Emso (European Multidisciplinary Seafloor and water-column Observatory) che avrà sede a Roma, con il coordinamento dell'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv), e che è stato presentato oggi.

"Gli oceani sono la maggiore risorsa dell'uomo - ha detto Carlo Doglioni, presidente dell'Ingv - e i fenomeni che li riguardano sono molto complessi e hanno ricadute enormi sull'intero pianeta. Serve obbligatoriamente un approccio di studio interdisciplinare e internazionale per poterli comprendere ed Emso rappresenta il contributo europeo in questa direzione".

Il consorzio avrà sede a Roma e raccoglierà, sotto il coordinamento italiano dell'Ingv, la partecipazione di otto nazioni europee e la disponibilità a raccogliere e condividere i dati in arrivo da 11 osservatori scientifici sottomarini. Siti distribuiti tra l'Artico e il Mediterraneo, tra cui l'enorme telescopio sottomarino Km3Net per i neutrini sviluppato con il contributo dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), che serviranno a monitorare molti aspetti scientifici dei fondali marini.

"L'Unione Europea ha contribuito con 3,9 milioni di euro alla fase preparatoria di questa nuova infrastruttura europea - ha detto Robert Jan Smits, a capo della Direzione Ricerca e Innovazione della Commissione Europea - e sta fornendo un ulteriore supporto di 8,6 milioni per la sua implementazione attraverso i fondi Horizon 2020". La collaborazione che vede insieme Italia, Francia, Grecia, Irlanda, Portogallo, Romania, Regno Unito e Spagna sarà operativa da adesso ma già si guarda al futuro puntando ad allargare il consorzio ad altre nazioni che non hanno ancora aderito, anche fuori dai confini comunitari.
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