venerdì 27 aprile 2018

Moby Lines triplica gli utili e incrementa del 13,3% l'Ebitda

Ricavi in crescita del 9%, con un Ebitda che registra un incremento del 13,3% e un risultato d’esercizio di 24 milioni contro i 7,7 dell’anno precedente, nonostante gli oneri derivanti dal lancio di nuove linee marittime start up e dall’incremento del costo del bunker.

Moby Lines, che consolida oltre a Moby, anche Tirrenia di navigazione, Toremar, la divisione rimorchiatori, Moby St Peter line e i terminal portuali in concessione, chiude l’esercizio 2017 con performance decisamente positive. Forte di un traffico passeggeri pari a 6,5 milioni di persone e di un traffico merci in fortissima crescita (+13%) sino a 7,5 milioni di metri lineari di merci, Moby lines ha segnato ricavi per 586 milioni di euro in crescita di 47 milioni rispetto all’esercizio precedente, pari a +9%.

L’Ebitda del gruppo è balzato a 131,8 milioni, 20 in più rispetto all’esercizio precedente con una crescita del 13,3%.

Il risultato dell’esercizio è stato pari a 24 milioni di euro più che triplicato rispetto ai 7,7 milioni dell’anno precedente.

Ciò, nonostante che sui dati di bilancio abbia pesato in modo significativo l’avvio di tre nuove attività start up: quella relativa alla gestione di attività crocieristiche nell’area del Baltico, quella riferita alle nuove linee con la Corsica dalla Francia e l’ulteriore rafforzamento delle autostrade del mare. Business quest’ultimo che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo del trasporto merci e alla conquista di una posizione rilevante (pari al 39% del mercato) sulle rotte da e per la Sicilia che hanno segnato un incremento del 10% rispetto all’esercizio precedente.

Nel corso del 2017, la società ha anche rafforzato la sua presenza nel settore dei terminal portuali, investendo negli impianti LTM a Livorno dove è stata vinta anche la gara di privatizzazione del terminal passeggeri Porto2000 e nel terminal di Catania, dopo aver consolidato anche la sua posizione a Olbia.

 “I risultati conseguiti – afferma Achille Onorato – ci confermano di essere sulla strada giusta, e i dati di traffico nonché la fiducia accordataci da passeggeri e operatori del trasporto, conferiscono ulteriore stimolo per il perseguimento della nostra strategia aziendale che fa perno essenzialmente sulla fornitura di un servizio di qualità e affidabilità”.

Il gruppo, che è impegnato in un importante piano di sviluppo sia della flotta sia delle attività portuali che del proprio network, si appresta ad affrontare le nuove sfide guardando al futuro in termini di investimenti e di sostenibilità rimanendo sempre ben ancorato alle tradizioni della marineria italiana, che si tramanda da generazioni, fatta da donne ed uomini che sono il patrimonio più importante del nostro gruppo”

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giovedì 26 aprile 2018

Il Gruppo Onorato lancia sugli equipaggi l'operazione trasparenza

GENOVA - “A bordo delle nostre navi non utilizziamo schiavi extracomunitari sottopagati. Per questo motivo il nostro gruppo è oggetto di un attacco pretestuoso basato sul nulla, e palesemente condotto da chi vorrebbe continuare a giovarsi degli enormi vantaggi di iscrizione sotto bandiera italiana raddoppiandone gli effetti positivi attraverso una gestione selvaggia del mercato del lavoro, per altro dimostrabile anche solo prendendosi al briga, in onestà, di verificare i nomi delle navi utilizzate negli ultimi mesi su rotte nazionali del cabotaggio”.

Per il gruppo Onorato questa ricerca non è necessaria, grazie alla luce verde data oggi dai vertici societari  a  una operazione di totale trasparenza che si basa non su dicerie ma su fatti. E i fatti sono i seguenti:

il gruppo Onorato, impegnato in un massiccio piano di investimenti nel rinnovo della flotta, gestisce oggi, fra Moby, Tirrenia, altre società presenti nel cabotaggio e rimorchiatori, una flotta di oltre 60 navi, in gran parte traghetti e ro-ro per il trasporto di merci.
Su tutte queste navi battenti bandiera italiana, gli equipaggi sono composti solo da marittimi e ufficiali italiani con contratto di lavoro italiano.
Fanno eccezione alla regola generale quattro unità, tre navi ro-ro per il trasporto merci e un ferry passeggeri. In tutti e tre i casi di tratta di navi non di proprietà e noleggiate con contratto di time charter che prevede che sia l’armatore proprietario che “affitta” queste navi a deciderne la composizione dell’equipaggio. In tutti e quattro i casi il gruppo Onorato ha posto come condizione che le navi avessero (e così è) equipaggi comunitari ingaggiati sulla base del contratto comunitario dei marittimi, e battessero bandiera di un paese Ue. Le tre navi merci, che sono “affittate” per un periodo massimo di sei mesi, in attesa dell’entrate in servizio delle nuove navi in costruzione, sono:
la Superfast Balleares, la Pauline Russ e la Wedesborg, tutte battenti bandiera Ue e con personale impiegato comunitario esattamente come prescritto dalla policy e dal codice di condotta aziendale.
Su una quarta nave, anche questa a noleggio time charter, il ferry Ariadne, il personale marittimo di coperta e macchina è comunitario, mentre il personale alberghiero è italiano con contratto italiano.
Il gruppo Onorato ha recentemente respinto l’offerta molto conveniente per il noleggio di una nave ro-ro che era stata impegnata da altri in Sardegna,  perché il suo equipaggio è interamente composto da marittimi extra-comunitari, con contratti da verificare,  e con la sola eccezione del comandante e del direttore di macchina.
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mercoledì 25 aprile 2018

La Community di La Spezia rivendica un ruolo nella cabina di regia del sistema logistico ligure

LA SPEZIA - È venuto il momento che i porti liguri facciano davvero sistema per intercettare una parte del traffico destinato al Nord Europa. Ma a una condizione: gli operatori di La Spezia che per decenni hanno reso possibile il “miracolo spezzino”, siano coinvolti in questa operazione di coordinamento. Solo in questo modo potranno porre a fattore comune il patrimonio di esperienze e di innovazione che è stato sperimentato e implementato sulle banchine di La Spezia, garantendo a un coordinamento di sistema un’effettiva marcia in più.

Questa l’indicazione lanciata dalla Community portuale di La Spezia, che indirettamente ha deciso di rispondere anche alle sollecitazioni del Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, in merito alla creazione di un’unica piattaforma logistica del Sud Europa.

Secondo la Community, che sta mettendo a punto un documento strategico di rilancio, è giusto che all’interno di un coordinamento complessivo della piattaforma logistica ligure La Spezia mantenga i suoi margini di autonomia, ma è altrettanto corretto che quest’autonomia non debba rappresentare un fattore discriminante rispetto alle scelte di investimento e ai flussi finanziari che saranno e dovranno essere convogliati sulla portualità ligure.

La richiesta, sia al governo nazionale, sia a quello regionale, presenta quindi due punti fermi : la presenza degli operatori di La Spezia nella cabina di regia del sistema e la garanzia per La Spezia/Marina di Carrara di poter usufruire al pari di Genova e Savona di tutti i benefici in termini di finanziamenti sia sulle strutture materiali che su quelle immateriali.

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martedì 24 aprile 2018

Bruxelles: AssArmatori si presenta al direttore generale della DG MOVE Henrik Hololei

BRUXELLES - Focus sulle risorse umane, sulla formazione, sulla mobilità sostenibile e sulle nuove normative e procedure per combattere l’inquinamento dei mari. Questi i temi sul tavolo del primo incontro fra il Presidente di AssArmatori, Stefano Messina, accompagnato da Paolo Uggè, vice Presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia, e il Direttore Generale Mobilità e Trasporto della Commissione europea,  Henrik Hololei, svoltosi questa mattina nel Palazzo della Commissione europea a Bruxelles.

Nuove tecnologie, innovazione, formazione e rispetto per l’ambiente rappresentano i punti fermi della strategia di AssArmatori, che ha presentato in anteprima i suoi obiettivi, in primis quello di una promozione motivata del trasporto marittimo, all’interno dell’Unione europea.

Stefano Messina, ha anche illustrato a Sandro Santamato, capo della Unit sul trasporto marittimo e la logistica, e a Pierpaolo Settembre, Assistente alla direzione generale DG MOVE, le motivazioni di un rapporto di collaborazione, sempre più stretto, con le altre categorie e con le altre modalità di trasporto che interagiscono sulla scacchiera della mobilità e della logistica.

Uggè, nel rimarcare le best practices di Confcommercio, nel campo della formazione del capitale umano, ha anche sottolineato l’importanza della prossima Conferenza di Bolzano.

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lunedì 23 aprile 2018

Workshop sulla difesa nel "dominio subacqueo" attraverso l'impiego della robotica marina

LA SPAZIA - Università ed Enti di ricerca unitamente a PMI ed industrie strategiche della Difesa e Sicurezza sono chiamate a collaborare ad un progetto condiviso per sviluppare la tematica della "lotta nel dominio subacqueo con l'ausilio della robotica marina" attraverso workshop ed incontri avviati la scorsa settimana, e destinati ad entrare nel vivo nel corso di Seafuture 2018, grazie alla Marina Militare in collaborazione con il Segretariato Generale della Difesa e l'organizzazione dello stesso evento.

La scorsa settimana, presso il Circolo Sottufficiali della Marina Militare a Roma, si è tenuto il workshop introduttivo della durata di due giorni (17 e 18 aprile) moderato da Riccardo Damiani di Phil Taylor Consultants, Bologna.

La prima giornata di lavori ha visto lo Stato Maggiore Marina fornire un quadro generale relativamente alla condotta delle operazioni antisom e contromisure mine (ASW/MCM), con una 'vision' innovativa e pluridisciplinare sullo sviluppo delle specialità coinvolte e delle relative minacce a livello del bacino del Mare Nostrum e mondiale nel breve, medio e lungo termine spalmando su tutta la tematica il leimotiv del momento: i sistemi senza equipaggio, unmanned o autonomi appunto, e l’impiego dell’intelligenza artificiale. La giornata si è conclusa con un'analisi preliminare delle principali sfide da affrontare, che ha coinvolto tutti i partecipanti.

La seconda giornata, grazie ad un approccio adattivo del processo di coordinamento tra le diverse realtà presenti, ha permesso, in modo innovativo e con l'ausilio di un moderatore professionista capace di captare rapidamente le specifiche esigenze del contesto, la valorizzazione della capacità di fare rete comune e lavorare con metodo. Grazie a questo sistema è stato possibile sfruttare il limitato tempo a disposizione, rispetto alla potenza della tematica, permettendo di abbinare le eccellenze dei vari partner ad aspetti più specifici delle principali sfide da affrontare.

In primo piano l’interesse a partecipare e la consapevolezza di poter contribuire alla crescita di una ‘sovranità nazionale’ nello sviluppo di concetti applicabili ad una visione unitaria della difesa nel 'dominio subacqueo', e nella progettazione e sperimentazione di sistemi, in particolare nel campo dei mezzi autonomi e semi-autonomi (aerei, subacquei e di superficie), destinati a sostenere tale visione.

Questo processo si svilupperà nelle settimane successive per concludersi il 21 e 22 giugno durante il Seafuture 2018, presso la Base Navale di La Spezia. In occasione di tale evento, il workshop sarà invece incentrato sulla discussione dei contenuti esprimibili dai vari partner sulla base delle indicazioni provenienti dal primo incontro e approfonditi durante il periodo ponte verso la fase spezzina, tenendo anche conto dei possibili scenari offerti dalle esperienze internazionali, in particolare quelle in ambito EDA/NATO. Verranno dunque individuati obiettivi e tempistica dell'incontro successivo per continuare il progetto di crescita congiunto. A ciò contribuiranno anche gli advanced bilateral meeting tra aziende e Marine Militari Estere e il fitto calendario di conferenze in programma della sesta edizione di Seafuture che si svolgerà dal 19 al 23 giugno.

L'obiettivo è quello di mantenere alto il livello di competitività internazionale lavorando congiuntamente in un Sistema Paese che vede collaborare in maniera efficiente strutture pubbliche e private, imprese ed istituzioni politiche, economiche, scientifiche e culturali. La crescita può avvenire solo con un approccio integrato e continuo, soprattutto nell'ottica dell'European Defence Research Program per il periodo 2021-2027 e, stante la levatura del tema, anche nelle opportunità emergenti negli altri settori di finanziamento sia europei sia nazionali.
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Grimaldi, battezzata la Grande New York

NEW YORK - La compagnia Grimaldi ha battezzato, con una breve cerimonia nel porto di New York, la Grande New York, nuova unità Pure Car & Truck Carrier specializzata nel trasporto di veicoli e merce rotabile impegnata nella rotta tra il Mediterraneo e il Nord America.

Madrina della nave Amanda Matilda Cuomo Cole, nipote dell'ex governatore di New York, Mario Cuomo, mentre in rappresentanza della compagnia era presente il Commercial, Logistics & Operations Director Costantino Baldissara.

La Grande New York, seconda di una serie di tre gemelle, lunga 199,90 metri e larga 32,26 metri, è munita di quattro ponti mobili che la rendono estremamente flessibile e capace di imbarcare qualsiasi tipo di carico rotabile (auto, furgoni, camion, trattori, autobus, scavatrici, ecc.) fino a 5,2 metri di altezza. Battente bandiera italiana, è in grado di trasportare 6.700 CEU (Car Equivalent Unit) o in alternativa 4.000 metri lineari di merce rotabile e 2.500 CEU.

La Grande New York è anche altamente efficiente dal punto di vista ambientale poiché il suo motore principale a controllo elettronico permette di rispettare le nuove normative per la riduzione delle emissioni di ossido di azoto (NOx).
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venerdì 20 aprile 2018

Ministero a Ue su tassazione porti, "Autorità sono enti pubblici"

In merito alla richiesta di informazioni pervenuta dalla Commissione Europea, Dg Concorrenza, del 3 aprile scorso, sulla tassazione dei porti italiani, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ribadisce che le autorità portuali sono enti pubblici non economici di amministrazione indiretta dello Stato italiano.

Pertanto - si legge in una nota del Ministero - si procederà a riaffermare questa impostazione nelle interlocuzioni con la Commissione Europea, d'intesa con la Rappresentanza italiana a Bruxelles.

Nei giorni scorsi era emerso che sono in corso contatti tra Bruxelles e l'Italia sulla questione dei porti, così come con altri Paesi Ue, per arrivare ad assicurare un trattamento fiscale uguale per tutti.
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mercoledì 18 aprile 2018

Palumbo Superyachts vende un 50 metri

GENOVA - Grandi novità per Palumbo Superyachts, divisione yachting del gruppo cantieristico napoletano Palumbo, che ha annunciato la vendita del nuovo motoryacht di 50 metri a marchio Columbus Yachts a un armatore già proprietario di un'altra imbarcazione realizzata da Palumbo.

Esterni e interni del Columbus S50, che sarà costruito interamente in alluminio con una lunghezza di 49,5 metri, un baglio massimo di 9,15 metri e una stazza di 499 tonnellate, sono stati progettati da Luca Dini Design (in collaborazione con gli uffici interni di Palumbo Superyachts), al suo secondo incarico con il gruppo partenopeo dopo aver già lavorato al nuovo Isa Alloy 43 metri attualmente in costruzione presso il cantiere italiano di Ancona.

Caratterizzato da numerose soluzioni inedite, progettate su richiesta dell'armatore, il Columbus S 50 potrà accogliere 11 ospiti in cinque cabine e ben 11 membri dell'equipaggio in sette cabine e costituisce un'ulteriore conferma dell'impegno del brand nella realizzazione di imbarcazioni custom in alluminio La costruzione del maxi yacht appena venduto inizierà a breve presso il cantiere del gruppo Palumbo ad Ancona: Columbus S 50 sarà consegnato al suo armatore nell'estate 2020. 
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lunedì 16 aprile 2018

La grande nautica italiana porta il mare a Milano

Il Salone del Mobile porta la grande nautica italiana al Salone del Mobile di Milano. Lo fa nell'ambito del Fuorisalone con due distinte installazioni alla Triennale di Milano, portate al Palazzo dell'Arte da due dei gruppi nautici italiani più importanti al mondo, Azimut/Benetti e Sanlorenzo.

Il primo ha installato davanti alla Triennale un vero yacht, un Azimut S7 di ultima generazione, imbarcazione di 21 metri. E' questo "oggetto di design" che di fatto accoglie il pubblico in visita al Palazzo dell'Arte di Milano, vero tempio del design mondiale. Il gruppo nautico Azimut/Benetti ha voluto che quello yacht fosse lì "in primo luogo perché è un bellissimo oggetto di design - spiega la vicepresidente, Giovanna Vitelli -; in secondo luogo perché vogliamo provare a portare la nautica al grande pubblico, farla uscire dal suo mondo chiuso e far capire quanto lavoro italiano c'è dietro a una barca come questa in termini di produzione industriale, manifatturiera e artigianale".

In collaborazione con FeelRouge, è stato organizzato nell'ambito della Milano Design Week uno show di luci e video che ogni sera dal 17 al 22 aprile trasforma quello yacht in una installazione multimediale capace di immergere il pubblico in un'atmosfera da "Dolce Vita 3.0" di felliniana memoria. Una sorta di 'magia' in nome di due eccellenze tutte italiane, quella del design e quella della nautica. Anche per questo Azimut Yachts ha scelto proprio la Triennale di Milano per presentare in anteprima mondiale due nuove flagship che saranno lanciate in occasione del cinquantenario del marchio.

Analogo la scelta dei cantieri Sanlorenzo di essere presenti alla Triennale (per il secondo anno): coinvolgere il grande pubblico in un'esperienza tale da avvicinarlo al mondo della nautica, e in particolare dell'interior design proprio di uno yacht di ultima generazione. In una delle sale è stata allestita una sorta di installazione multimediale che riproduce l'effetto-navigazione a bordo di un SX88 di 27 metri.
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venerdì 13 aprile 2018

AssArmatori, Alberto Rossi nuovo direttore generale

ROMA - Nomina del Direttore Generale, nella persona di Alberto Rossi, e ingresso di Nova Marine Carriers, fra i principali gruppi armatoriali nel settore bulk, con contemporanea cooptazione del Ceo, Vincenzo Romeo, nel Consiglio Direttivo dell’Associazione.

Il Consiglio di AssArmatori, svoltosi a Roma, ha segnato una svolta nella breve storia della nuova associazione armatoriale presieduta da Stefano Messina che a tappe forzate sta agendo su tre fronti: quello di costruzione di una struttura agile, ma particolarmente efficiente e concentrata sulle tematiche chiave dello sviluppo dello shipping italiano e con forti interessi nel nostro Paese; una costante crescita della base associativa attraverso l’ingresso di Gruppi armatoriali che siano in grado di fornire un contributo di esperienza e di qualità sullo scacchiere internazionale; una focalizzazione sui temi di sviluppo e di competitività dello shipping e anche del sistema Italia.

Al timone operativo di AssArmatori è stato chiamato Alberto Rossi, avvocato marittimista, che assumerà la carica di Direttore Generale della associazione degli armatori italiani presieduta e guidata da Stefano Messina.

Alberto Rossi vanta un’esperienza professionale specifica nel diritto dei trasporti, della navigazione e dell’Unione Europea e, ad oggi, è socio e responsabile del dipartimento trasporti dello studio NCTM.

54 anni, Rossi ha svolto la sua attività in grandi studi legali, acquisendo specializzazioni nel campo del diritto portuale, dei trasporti marittimi e terrestri e della concorrenza, occupandosi di varie tematiche relative alla navigazione di lungo e corto raggio, ai registri internazionali, ai regimi tariffari e di esecuzione dei servizi tecnico nautici nonché al tema degli aiuti di Stato nel settore marittimo.

Il Consiglio ha impresso anche un’accelerazione nel processo di espansione della rappresentatività di AssArmatori. È entrato infatti in Consiglio Vincenzo Romeo, Ceo di un importante Gruppo internazionale nel settore dei trasporti bulk, la Nova Marine Carriers, con sede operativa a Lugano. Il Gruppo armatoriale svizzero con forti radici italiane rappresentate proprio dalla storia della famiglia Romeo nonché da un management quasi esclusivamente italiano, si è connotato in questi anni per la sua collocazione all’avanguardia a livello mondiale per le partnership fra shipping e industria, con particolare focalizzazione ai settori delle commodities, dei prodotti siderurgici e del cemento.

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giovedì 12 aprile 2018

Genova Stazioni Marittime, "più spazi per le crociere"

GENOVA - Il porto di Genova ha bisogno di nuove banchine dedicate alle navi da crociera, se vuole continuare a crescere in questo settore. A dichiararlo Edoardo Monzani, ad di Stazioni Marittime (la società che gestisce il terminal passeggeri dello scalo ligure), intervenuto al convegno 'Turismo, crociere, autostrade del mare e ambiente', tenutosi a Genova nell'ambito del ciclo di conferenze Blue Economy Summit.

"La crocieristica ha potenzialità enormi e continuerà a crescere a livello globale nei prossimi anni. La città deve decidere cosa vuole fare a riguardo: se intende continuare a sviluppare questo traffico sono necessarie nuove banchine dedicate. Al momento infatti, almeno nell'weekend, quando la maggior parte delle compagnie programmano i loro scali, il nostro terminal non ha più spazi disponibili e non può quindi accogliere nuovi clienti. Questo, i politici e gli amministratori, devono averlo bene in mente quanto prendono decisioni che riguardano l'argomento".

Monzani ha poi chiesto ai rappresentanti delle istituzioni locali un maggior impegno per garantire sicurezza e pulizia della città: "Quest'anno siamo riusciti a convincere, non senza fatica, la compagnia americana Disney a venire a Genova con una delle sue navi, promettendo una città pulita e sicura. Ma nella attuali condizioni non so se saremo in grado di mantenere la parola. E questo è un aspetto fondamentale: la maggior parte della gente si forma un'idea definitiva sulla destinazione turistica in cui arriva basandosi sulle prime cose che vede".
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martedì 10 aprile 2018

Primo scalo al terminal IMT per il servizio Thyrrenium di MSC

GENOVA - Domenica scorsa ha fatto il primo scalo a Genova all’Intermodal Marine Terminal (Gruppo Messina) una nave della compagnia MSC impiegata sul servizio Thyrrenium, servizio settimanale che collega Genova con le principali destinazioni del Mediterraneo Occidentale e, via Gioia Tauro, con il Medio Oriente.

A tenere il battesimo è stata la nave portacontainer Maira, 207 metri di lunghezza e 2.500 teu di capacità, a bordo della quale si è svolta la tradizionale consegna al Comandante di una targa di benvenuto da parte dei vertici del Terminal.

Il terminal IMT è impegnato in un programma di rinnovamento e potenziamento che prevede consistenti investimenti in hardware (9 stacker, 20 motrici, 16 trailer cornerless, 2 ulteriori spreader per fuorisagoma, upgrade delle gru di banchina) ma anche un potenziamento degli organici, attraverso l’ingresso nell’operativo di banchina di nuovi 16 giovani lavoratori entro la prima metà dell'anno, per far fronte all'incremento di traffico.

Il terminal IMT, in una visione di Full Customer Service & Care abbina all’operatività di banchina Containers, RO-RO e Multipurpose, un mix di servizi accessori per offrire alla clientela sempre più esigente un servizio completo: collegamenti ferroviari intermodali plurisettimanali con i principali Terminal Intermodali in Nord - Centro Italia (Milano-Segrate, Brescia, Dinazzano e Vicenza); servizi di riempimento, svuotamento e immagazzinaggio della merce al coperto e in regimi doganale/fiscale/libero; servizi di manutenzione e riparazione dei contenitori.

Il Terminal IMT nel 2017 ha movimentato 230.000 teu, 85.000 ton. di rotabili e 26.500 ton. di merce varia.

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lunedì 9 aprile 2018

Costa Crociere, al via gestione del terminal della Spezia

(ANSA)
LA SPEZIA - La compagnia Costa Crociere ha iniziato oggi la sua gestione del terminal crocieristico della Spezia. Costa si è aggiudicata il mese scorso la gara ponte per 10 mesi per la gestione delle aree e dei servizi crocieristici "in attesa di poter avviare nelle prossime settimane la gara di project financing che ci consentirà di sviluppare questo importante settore per il nostro porto" ha ricordato la presidente dell'Autorità di Sistema Portuale Carla Roncallo.

"Guardiamo con grande interesse al porto della Spezia ma anche a tutta la Liguria - ha detto il direttore generale di Costa Crociere Neil Palomba -. Abbiamo preso questo impegno non solo per l'interesse di gestire il terminal a breve termine ma anche per dare un messaggio a città e istituzioni: noi siamo qui per prenderci un impegno e restare".

Nel 2018 Costa effettuerà alla Spezia 20 scali, per 60 mila passeggeri. Diventeranno 21 nel 2019, con i passeggeri movimentati che saliranno a 80 mila grazie all'impiego di navi più grandi. In tutto, il prossimo anno, saranno 49 gli scali nel porto spezzino del Gruppo Costa pari a 255 mila passeggeri, grazie anche ad Aida Cruises, compagnia tedesca del gruppo che farà 28 scali. 
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venerdì 6 aprile 2018

La Symphony of the Seas per la prima volta in Italia

GENOVA - Dopo essere stata inaugurato la settimana scorsa in Spagna, la nuova ammiraglia di Royal Caribbean 'Symphony of the Seas', gigante da 6.680 passeggeri, è approdata in Italia. Il primo assaggio era stata la crociera di Pasqua, ma a partire dal 7 aprile inizierà la stagione delle crociere settimanali nel Mediterraneo fino alla fine di ottobre. Il primo approdo italiano sarà La Spezia il 10 aprile, seguita da Civitavecchia e Napoli e per tutta la stagione effettuerà crociere settimanali da Barcellona scalando Palma di Maiorca, Marsiglia e appunto i tre porti italiani.

La nave, 230 mila tonnellate di stazza lorda, è la 25^ unità della flotta e quarta della Classe Oasis dopo le gemelle 'Oasis of the Seas', 'Allure of the Seas' e 'Harmony of the Seas', con le quali condivide il titolo di nave più innovativa al mondo. Come le gemelle propone sette 'quartieri' in cui spiccano il primo parco a cielo aperto sul mare con più di 12 mila piante e lo scivolo più alto mai costruito sul mare. E fra le novità propone la Ultimate family suite, maxi cabina familiare da otto persone su due piani, con parete da arrampicata, scivolo, una parete di mattoncini Lego e hockey da tavolo.
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mercoledì 4 aprile 2018

Fincantieri: Viking ordina 2 navi

TRIESTE - La controllata di Fincantieri Vard Holdings Limited ("VARD") ha firmato in queste ore una lettera di intenti per la progettazione e la costruzione di due navi da crociera speciali per Viking, più altre due in opzione. Le unità, che saranno consegnate in Norvegia nel secondo trimestre 2021 e nel secondo trimestre 2022, saranno le prime che Vard realizzerà per la Viking.

Il valore del potenziale contratto per due navi, che le parti si impegnano a finalizzare entro la metà di quest'anno, è di circa 4,5 miliardi di corone norvegesi, pari a oltre 460 milioni di euro.

Lo scorso marzo, Fincantieri e Viking hanno raggiunto un accordo per ulteriori 6 navi, che estendono la collaborazione fino al 2027. 
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martedì 3 aprile 2018

Port Community La Spezia: "Unire le forze per un’offerta portuale di sistema ligure"

LA SPEZIA - “Uniamo le forze per una grande campagna di marketing che consenta ai porti liguri di presentarsi sui mercati come sistema e di generare un’offerta congiunta di tale efficienza e di tale vantaggio che consenta di attirare crescenti quote di traffico oggi di esclusiva competenza dei porti del nord Europa”.
A lanciare il guanto di sfida è la Port Community La Spezia, che respinge al mittente “il vittimismo” che serpeggia sulle banchine spezzine nei confronti di Genova rilanciando con forza la necessità di un’integrazione di sistema.

“È grottesco e ridicolo – afferma Andrea Fontana, Presidente degli Agenti Marittimi di La Spezia -  condurre una campagna contro Genova come se le sorti di La Spezia dipendessero solo ed esclusivamente dalla capacità competitiva di Genova. Come operatori - prosegue - sappiamo benissimo che non è così e che il confronto con altri sistemi portuali si gioca sull’efficienza, sulla rimozione di normative penalizzanti e sulla produttività”.

“La Spezia - aggiunge Sergio Landolfi, Presidente degli Spedizionieri Doganali - ha dimostrato di saper raggiungere livelli di efficienza in banchina e di qualità anche nell’utilizzo della ferrovia che non hanno rivali. Il problema è oggi diverso. Con la concentrazione del traffico in non più di sei o sette gruppi, è indispensabile rimodulare l’offerta trasformandola in un’offerta di sistema che comprenda tutti i porti liguri e che faccia di ferrovie e strade una componente integrata”.
Secondo la Community l’interruzione della ferrovia a Ranstad con il conseguente blocco logistico in nord Europa, ma anche il congestionamento nei servizi di chiatte che in Olanda registra 20 giorni di attesa, stanno dimostrando che esiste, anche nell’interesse dell’Europa e del suo sistema economico, la necessità a sud di un sistema portuale alternativo a quello nord europeo.

E proprio per questo non è il momento di “perdersi in sterili contrapposizioni locali”, ma di agire compatti su nodi e tematiche che determinano oggi la massiccia deviazione e concentrazione di traffico sul Nord Europa. “È sempre più chiaro - afferma Alessandro Laghezza, Presidente dell’Associazione Spedizionieri di La Spezia  - che la riforma portuale abbia bisogno di maggior respiro e debba concentrare gli sforzi non tanto sulle strutture burocratiche di governance, quanto sulla capacità dei sistemi portuali di rispondere alla domanda con un’offerta davvero competitiva, che non può avere i confini stretti delle attuali Autorità”.

I nodi da sciogliere riguardano in particolare l’ultimo miglio e quindi capacità di intervenire in modo razionale e rapido sulle infrastrutture di collegamento da e per i porti, puntando con forza su quel Terzo Valico che consentirà di realizzare treni container da 750 metri.

Ma sono anche nodi di carattere normativo all’origine oggi di asimmetrie assurde e anacronistiche a favore della concorrenza. In particolare la Community chiede l’adeguamento delle norme doganali, uguali in tutti i porti europei eccezion fatta per quelli italiani, che consentono in qualsiasi scalo lo sdoganamento di un container indipendentemente dalla nazionalità del proprietario della merce. In Italia si continua a richiedere invece, a importatori tedeschi, francesi o di qualsiasi altro paese comunitario, l’identificazione con una partita Iva e un Codice fiscale in Italia, oppure la nomina di un rappresentante fiscale italiano. Il che si traduce in oneri burocratici, rischi fiscali e sovra-costi che penalizzano i porti italiani.

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